Disciplina sì, persecuzione no!

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Disciplina sì, persecuzione no!

Di Theo Vella, Segretario della Sezione delle Forze Disciplinate, Sicurezza e delle Forze dell’Ordine della General Workers’ Union (GWU)

Nell’ambito della nostra attività sindacale ci troviamo ad affrontare diverse situazioni nei luoghi di lavoro, tra cui casi legati a procedimenti disciplinari. Il principio fondamentale di ogni codice disciplinare dovrebbe essere quello di correggere i comportamenti, piuttosto che punire i lavoratori. Purtroppo, però, non è sempre così.

Ci troviamo sempre più spesso di fronte a situazioni in cui le procedure disciplinari vengono presumibilmente utilizzate in modo abusivo, con gravi conseguenze sul morale e sulla motivazione dei lavoratori. In alcuni casi, i dipendenti arrivano a ritenere che sia preferibile non prendere alcuna iniziativa piuttosto che svolgere i propri doveri e rischiare di essere sottoposti a procedimenti disciplinari.

Ancora più preoccupanti sono le situazioni in cui, secondo le segnalazioni ricevute dal sindacato, si tenta di coprire gli errori di determinate persone attribuendo la responsabilità ad altri lavoratori. Negli ultimi mesi abbiamo inoltre seguito un caso in cui alcuni testimoni, presenti durante un incidente sul luogo di lavoro che ha successivamente portato all’avvio di procedimenti disciplinari, sarebbero stati intimiditi affinché modificassero la propria versione dei fatti, con la minaccia di subire conseguenze in caso contrario.

Si tratta di accuse gravi che devono essere esaminate e approfondite con la massima attenzione. Tutte le prove, sia a favore sia a carico del lavoratore, devono essere presentate alla commissione disciplinare, affinché il procedimento sia equo, trasparente e imparziale. L’obiettivo deve essere sempre quello di garantire giustizia, non persecuzione.

Uno stile di gestione che consente simili pratiche può provocare una perdita di fiducia nei confronti dell’amministrazione, una diminuzione della motivazione dei lavoratori e una crescente apatia sul posto di lavoro. In ultima analisi, tali conseguenze si ripercuotono anche sulla qualità dei servizi offerti al pubblico.

Un caso particolare che stiamo attualmente seguendo riguarda un lavoratore che continua a essere sospeso dal servizio, percependo soltanto metà dello stipendio, in attesa della conclusione del procedimento disciplinare. La vicenda riguarda un incidente durante il quale, secondo le informazioni in nostro possesso, il lavoratore avrebbe fatto uso della forza minima necessaria per difendersi da un’aggressione. Nonostante due commissioni disciplinari abbiano formulato le proprie raccomandazioni, il lavoratore rimane sospeso poiché la direzione del luogo di lavoro interessato non ha condiviso tali raccomandazioni.

Per rispetto nei confronti dei lavoratori coinvolti, non intendo identificare il luogo di lavoro in questione. Posso tuttavia confermare che si tratta di un ambiente di lavoro appartenente al settore governativo.

Pur riconoscendo che il Governo ha finora dimostrato una collaborazione positiva nei negoziati relativi agli accordi collettivi e settoriali, che hanno portato a significativi miglioramenti economici per i lavoratori, ritengo che la stessa attenzione debba essere riservata anche alla gestione degli enti e dei luoghi di lavoro pubblici.

È fondamentale che le persone nominate a posizioni dirigenziali e a ruoli particolarmente delicati siano chiamate a rispondere del modo in cui esercitano la propria autorità e trattano i dipendenti. Responsabilità, trasparenza e rispetto dei diritti dei lavoratori devono essere al centro di ogni amministrazione.

Rivolgo pertanto un appello al Governo affinché esamini attentamente le denunce relative a presunti abusi nell’applicazione delle procedure disciplinari e adotti le misure necessarie per garantire che tali situazioni vengano affrontate in modo equo ed efficace.

In qualità di Segretario responsabile di una Sezione della General Workers’ Union, ho già portato queste preoccupazioni all’attenzione del Ministro competente, nella speranza che vengano adottati provvedimenti per porre fine a qualsiasi abuso e tutelare i diritti dei lavoratori.

La disciplina è necessaria per mantenere l’ordine, il senso di responsabilità e la professionalità sul luogo di lavoro. Tuttavia, non deve mai essere utilizzata come strumento di intimidazione, ritorsione o persecuzione.

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