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PROGRESSI NELLA LOTTA ALLO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI PIATTAFORMICI

Il lavoro dei lavoratori della piattaforma nonostante le polemiche che ha creato e crea ancora nel nostro paese a causa delle condizioni e dei salari miserabili che a volte guadagnano, non possiamo non riconoscere il loro lavoro che hanno svolto quando il nostro paese stava attraversando – l’altezza della Pandemia di covid-19. Questi sono stati fondamentali per consegnare cibo a coloro che non potevano uscire di casa a causa del periodo di quarantena. Oggi il servizio di questi lavoratori è diventato qualcosa di quasi costantemente ricercato da molti maltesi e gozitani.

Non possiamo fare a meno di riconoscere che in questo settore vengono ancora perpetrati abusi su questi lavoratori tanto che il governo ha attuato una riforma in questo settore affinché questi abusi diminuiscano il più possibile e anche affinché a questi lavoratori vengano dati le condizioni che meritano. Inoltre, questa riforma li sta aiutando a essere meglio informati su quali diritti hanno davanti alla legge.

Questo perché anche se nel nostro Paese nessun lavoratore può guadagnare meno del salario minimo, molto probabilmente i lavoratori delle piattaforme venivano sfruttati, non solo a pagamento ma anche nell’orario di lavoro. Non è la prima volta che vediamo dei motorini andare in giro a distribuire cibo nelle prime ore del mattino, anzi sembra che questa sia diventata la norma soprattutto da parte di altri lavoratori che lavorano nei turni notturni. Le lunghe ore che questi lavoratori devono lavorare, spesso in una costante lotta contro il tempo, portano a sfortunati incidenti in cui queste stesse persone mettono in pericolo la loro vita e quella degli altri. Se è positivo che sia stata fatta questa riforma, rimane un dato di fatto la necessità che vengano regolarizzati anche per quanto riguarda il modo di circolare sulle strade.

Questa riforma è già in vigore da tre mesi e come ha affermato il segretario parlamentare per il dialogo sociale Andy Ellul, ha iniziato a produrre i risultati sperati tanto che il Dipartimento per le relazioni industriali non ha ricevuto ad oggi alcuna segnalazione. di abuso sin dal suo inizio.

Questo non significa che tutti gli abusi siano stati fermati, anzi crediamo che non sia facile fermare del tutto questo abuso in questo settore a maggior ragione quando viviamo in una nuova realtà di lavoro per la quale la domanda è in costante aumento.

In tutto questo, il Sindacato Generale dei Lavoratori è stato determinante nell’introdurre una riforma il cui primo obiettivo era quello di ridurre notevolmente il lavoro precario nel nostro Paese. Quindi è in atto anche il grido della GWU, che chiunque lavori, anche in questo settore, sia obbligato a iscriversi a un sindacato di sua scelta in modo da avere qualcuno che tuteli i suoi interessi.

Sebbene non tutti siano d’accordo con l’iscrizione obbligatoria dei lavoratori a un sindacato, non si può dire che non si tratti di una misura volta a migliorare, non solo la qualità del lavoro, ma anche a tutelare i lavoratori dallo sfruttamento.