
Il sindacato accoglie con favore il sostegno del Parlamento Europeo a una legislazione più incisiva per proteggere i lavoratori dallo stress, dal burnout e dai rischi psicosociali sul lavoro
La Sezione Professionisti, Finanza e Servizi della General Workers’ Union (GWU), rappresentata dalla Segretaria di Sezione Riccarda Darmanin, ha recentemente partecipato a un workshop organizzato da Eurocadres presso il Parlamento Europeo, dedicato ai rischi psicosociali, allo stress e alla salute mentale sul luogo di lavoro.
Durante la visita, i rappresentanti sindacali hanno avuto l’opportunità di incontrare l’eurodeputata Estelle Ceulemans, responsabile della preparazione della relazione del Parlamento Europeo sui rischi psicosociali, lo stress e la salute mentale sul lavoro.
Le discussioni si sono concentrate sulle sfide sempre più importanti che i lavoratori devono affrontare in tutta Europa, tra cui carichi di lavoro eccessivi, burnout, molestie, precarietà occupazionale e conseguenze dei cambiamenti organizzativi e tecnologici sulla salute mentale e sul benessere dei dipendenti.
La relazione presentata dall’eurodeputata Ceulemans sollecita l’adozione di misure europee più incisive che riconoscano i rischi psicosociali come parte essenziale della salute e della sicurezza sul lavoro. Sottolinea inoltre la necessità che i datori di lavoro assumano maggiori responsabilità nella prevenzione di tali rischi, anziché intervenire soltanto dopo che questi abbiano già avuto conseguenze negative sui lavoratori.
Tra le principali proposte figura l’introduzione di una legislazione europea vincolante che obblighi i datori di lavoro a identificare, valutare e gestire i rischi psicosociali. Ciò comprende valutazioni periodiche dei rischi, piani di prevenzione, una consultazione più efficace dei lavoratori e l’integrazione della salute mentale nelle politiche aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
La relazione attribuisce particolare importanza alla prevenzione dello stress e del burnout legati al lavoro, affrontandone le cause principali, tra cui carichi di lavoro eccessivi, carenza di personale, organizzazione inadeguata del lavoro, mancanza di autonomia e aspettative irrealistiche in termini di prestazioni.
Vengono inoltre affrontate le nuove sfide legate alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, al lavoro da remoto e al crescente monitoraggio dei dipendenti, sottolineando l’importanza del diritto dei lavoratori alla disconnessione al di fuori del normale orario di lavoro.
Per la GWU, questi sviluppi rafforzano ulteriormente l’importanza dei sindacati e della contrattazione collettiva nella creazione di ambienti di lavoro più sicuri e sani. I lavoratori e i loro rappresentanti devono svolgere un ruolo attivo nell’identificazione dei rischi, nell’elaborazione di misure preventive e nelle decisioni che riguardano il loro benessere.
La Sezione Professionisti, Finanza e Servizi accoglie con favore le iniziative volte a rafforzare la tutela della salute mentale dei lavoratori, soprattutto considerando la crescente rilevanza di questi rischi nei settori dei servizi finanziari, della regolamentazione, delle professioni e del settore pubblico.
La GWU ritiene che la tutela della salute mentale sul luogo di lavoro debba essere una responsabilità condivisa tra i datori di lavoro e i rappresentanti dei lavoratori. Un ambiente di lavoro sano non deve soltanto contribuire a migliorare la produttività, ma deve anche garantire il rispetto, la dignità e il benessere dei dipendenti.
Il workshop ha inoltre offerto ai rappresentanti dei sindacati europei l’opportunità di condividere esperienze e discutere come una legislazione più incisiva, politiche aziendali efficaci e contratti collettivi possano contribuire alla prevenzione dei rischi psicosociali.
Un importante sviluppo si è verificato il 6 ottobre, quando il Parlamento Europeo ha votato a favore della relazione presentata dall’eurodeputata Estelle Ceulemans, rafforzando così la richiesta dei sindacati europei di una legislazione vincolante a livello dell’Unione europea sui rischi psicosociali sul luogo di lavoro.
La GWU accoglie con favore questo sviluppo, considerandolo un passo importante verso un maggiore riconoscimento della salute mentale come componente fondamentale della salute e della sicurezza sul lavoro.
Il sindacato ribadisce il proprio impegno a continuare a lavorare affinché i lavoratori siano protetti non soltanto dai pericoli fisici, ma anche dai rischi psicologici, garantendo a ogni dipendente la possibilità di svolgere le proprie mansioni in un ambiente sicuro, sano e rispettoso della dignità umana.